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Il vialetto delle cacche parlanti
Sono zenese e vivo in una palazzina costruita nel 1907 per 3 ammiragli, che dopo aver trascorso la vita tra onde e marosi approdarono in quello che doveva essere un angolo di paradiso ligure, tra orti e oliveti, nella delegazione di San Martino a metà tra il mare e la prima fila di colline fortificate. Negli anni 40 e 50 cominciarono a crescere, intorno alla casa degli ammiragli (la villa), grandi condomini e palazzoni; il ricordo di quegli orti e di come doveva essere la zona alle origini, fu affidato alle poche piccole case superstiti e ad alcune zone di verde pubblico, per lo più adottate da privati cittadini volenterosi, che chi più e chi meno, curano quei preziosi angoli di natura.
Proprio dietro casa mia passa un'antichissima stradina, una creuza, che un tempo era la strada principale che congiungeva tutti i gruppetti di case tra loro, alla chiesa, alle scuole ed alla città.
Il tracciato è sopravvissuto solo in piccoli tratti  al piano urbanistico nella sua originaria concezione di strada pedonale e a tratti conserva l'antica pavimentazione di mattoni rossi e ciottoli, in un angolo costeggia un piccolo giardino delimitato da un antico muretto che mi permette di immaginare come doveva essere un tempo quel posto, circondato da ulivi, fichi, pomodori e zucchini, con la vista del monte Fasce, del monte di Portofino e del mare,
Questa stradina è una ricchezza speciale per me che sono anche mamma, lì posso lasciare che i miei pargoli corrano e camminino liberamente, senza l'incubo delle automobili che affliggono le strade dei dintorni per lo più prive di marciapiedi.
Ma c'è un però! Io non conosco il nome vero di questa creuza, io vivo qui da soli 11 anni e l'ho sempre sentita chiamare solo "il vialetto delle cacche"….
Ebbene si, su questi 4 mattoni per 200 metri, si alternano quotidianamente tutti o quasi i cani della zona e i loro padroni, qui non esiste ne l'uso dei sacchetti ne evidentemente la paura di pestare gli escrementi del proprio cane :-))
Per convincere i miei figli a percorrere quella strada da cui si vede il mare, il monte ed il cielo senza dover alzare troppo la testa, ho dovuto inventare il gioco del "cacca detector": Un figlio cavalcioni sulle mie spalle e l'altra qualche metro avanti in avan scoperta, procediamo bippando in prossimità di ogni cacca visibile sul percorso. Divertente ma un po squallido quando constatiamo che il beeep è continuo!

Così grazie alla  quotidiana familiarità con questa antica creuza e le sue cacche abbandonate, circa un anno fa io e mia figlia Lucia di 6 anni abbiamo pensato che sarebbe stato giusto dar voce a queste povere deiezioni, abbandonate senza nemmeno il conforto di una degna sepoltura; così ieri finalmente per la prima volta le cacche hanno potuto gridare il loro disappunto. Non so quali reazioni potrà aver generato la nostra performance, ne quali potrà generare in futuro; il mio augurio è di aver generato curiosità, sorrisi e magari anche qualche riflessione.
Chissà che questa stradina non possa un giorno grazie alla protesta "degli stronzi" ritrovare la sua identità perduta?!

Oggi piove, i nostri cartoncini probabilmente si scioglieranno, ma poco importa, ormai abbiamo un template ed un tutorial per ripetere la performance al primo giorno di sole, e le cacche torneranno a parlare, statene certi!

L'operazione è stata ideata e condotta nel totale rispetto del' ambiente con l'impiego di soli materiali biodegradabili, tranne l'inchiostro del pennarello, come ci tiene a precisare la mia piccola Lucia!

Qui potrete scaricare sia il template che il tutorial, date voce alle deiezioni abbandonate e divertitevi!
Documenti
Template bubble dog Tutorial parte 1
Tutorial parte 2
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